Accendiamo la pace in Siria

La storia che voglio è un’altra. E’ una storia di pace.

Non è quella fatta da chi muore in mare o di freddo cercando un presente migliore.

Non è quella fatta da chi sbarra la porta in faccia a chi fugge da povertà o guerra.

Non è quella di chi se ne frega. E nemmeno di chi ha paura di superare le proprie paure.

Non è quella di chi pensa che il bene comune sia qualcosa di residuale rispetto al bene individuale. Un concetto da sfigati buonisti. pace

Non è quella di chi specula sulle fragilità degli altri. Di chi non si ribella a regole ingiuste, e nemmeno di chi non rispetta regole giuste. Di chi pensa che la colpa sia sempre degli altri.

La storia che voglio è un’altra. E’ una storia di pace.

E’ quella che non inizia con un “sì, ma….”

E’ quella in cui si fa oltre che distruggere.

E’ quella in cui si è gentili.

E’ quella in cui si sceglie da che parte stare.

La storia che voglio passa anche da una candela.

Il 27 febbraio aderirò all’iniziativa  Accendiamo la pace in Siria promossa da Silvestro Montanaro, uno dei giornalisti con il pallino del racconto della realtà. Un fragile accordo impone infatti una cessazione delle ostilità in Siria proprio a partire da sabato 27 febbraio. Quel giorno esporrò la mia bandiera di pace e, alle 21, accenderò una candela accanto a una delle mie finestre. Un primo atto per dire che ci sono e ci sarò.
E come me, tanti altri che non vogliono più essere spettatori passivi e complici di tanto orrore. Perché l’indifferenza è complicità.
Io dico basta alla guerra. A questa come a tutte le altre. E tu, da che parte stai?

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