La Convenzione di Ginevra, ricordate?

 

Nel 1949 ne hanno redatte addirittura quattro, di Convenzioni di Ginevra, due protocolli aggiuntivi nel 1977 e uno successivo nel 2005. La base del diritto internazionale umanitario, lo scudo normativo per le persone che non partecipano (o non partecipano più) a un conflitto armato, ma che vi si trovano coinvolte loro malgrado. Rileggerne alcuni passaggi oggi, fa rabbia.

Art.18

Gli ospedali civili organizzati per prestare cure ai feriti, ai malati, agli infermi e alle puerpere non potranno, in nessuna circostanza, essere fatti segno ad attacchi; essi saranno, in qualsiasi tempo, rispettati e protetti dalle Parti belligeranti.Vittime di guerra

Gli Stati partecipanti ad un conflitto dovranno rilasciare a tutti gli ospedali civili un documento che attesti il loro carattere di ospedale civile e precisi che gli edifici da essi occupati non sono utilizzati a scopi che, nel senso dell’articolo 19, potessero privarli della protezione.

Gli ospedali civili saranno contrassegnati, sempre che vi siano autorizzati dallo Stato, mediante l’emblema previsto dall’articolo 38 della Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949 per migliorare la sorte dei feriti e dei malati delle forze armate in campagna.

Le Parti belligeranti, in quanto le esigenze militari lo consentano, prenderanno le misure atte a rendere nettamente visibili alle forze nemiche, terrestri, aeree e marittime, gli emblemi distintivi che segnalano gli ospedali civili, allo scopo di scongiurare la possibilità di qualunque azione aggressiva.

In considerazione dei pericoli che la prossimità di obiettivi militari può costituire per gli ospedali, si dovrà vigilare affinché tali obiettivi ne siano possibilmente lontani.

Art. 19

LGuerra in Siriaa protezione dovuta agli ospedali civili potrà cessare soltanto qualora ne fosse fatto uso per commettere, all’infuori dei doveri umanitari, atti dannosi al nemico. Tuttavia, la protezione cesserà soltanto dopo che un’intimazione con la quale è fissato, in tutti i casi opportuni, un termine ragionevole, sia rimasta senza effetto.

Non sarà considerato come atto dannoso il fatto che in questi ospedali siano curati dei militari feriti o malati o che vi si trovino armi portatili e munizioni ritirate a questi militari e non ancora consegnate al servizio competente.

 

Art. 20

Il personale regolarmente ed unicamente adibito al funzionamento o all’amministrazione degli ospedali civili, compreso quello incaricato della ricerca, della raccolta, del trasporto e della cura dei feriti e malati civili, degli infermi e delle puerpere, sarà rispettato e protetto.

Nei territori occupati e nelle zone di operazioni militari, questo personale si farà riconoscere mediante una tessera d’identità attestante la qualità del titolare, munita della sua fotografia e del bollo a secco dell’autorità responsabile, nonché quando si trova in servizio, mediante un bracciale bollato, resistente all’umidità e portato al braccio sinistro. Questo bracciale sarà fornito dallo Stato e munito dell’emblema previsto dall’articolo 38 della Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949 per migliorare la sorte dei feriti e dei malati delle forze armate in campagna.

Qualunque altro personale, adibito al funzionamento o all’amministrazione degli ospedali civili, sarà rispettato e protetto e avrà diritto, durante l’esercizio delle sue funzioni, di portare il bracciale, come sopra previsto e alle condizioni prescritte dal presente articolo. La tessera d’identità indicherà i compiti che gli sono assegnati.E la Convenzione di Ginevra?

La direzione di ogni ospedale civile terrà costantemente a disposizione delle autorità competenti, nazionali ed occupanti, l’elenco aggiornato del suo personale.

 

Dall’inizio dell’anno i civili morti sotto una qualche bomba, per scoppio di mine, per colpi di armi leggere, per fame, sete, “generici pericoli di viaggio”, non si contano. Ieri se ne sono aggiunti altri 15 (cifra stimata) grazie alla distruzione di un ospedale gestito da MSF nel sud della Siria. Unanime la condanna, più variegato il coro dei “Io non sono stato”, “Io non c’ero e se c’ero dormivo”, “E’ stato lui”. 15 effetti collaterali a cui ormai non interessa più chi ha iniziato.

 

Io ripudio la guerra e ogni forma di violenza per risolvere conflitti.

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