Oroscopo – Il mio calendario dell’avvento personale

avvento1° dicembre. Parto giusta quest’anno con il mio personale calendario dell’Avvento.

24 parole, persone, immagini, luoghi.

24 momenti che hanno reso il 2016, un anno unico.

24 storie, 24 memorie. Perché solo quando ti fermi, ti incontri.

 

Ormai è una questione di principio. Più di una festa comandata. Più di un giorno rosso sul calendario. Non si inizia l’anno senza la serata Oroscopo.

E’ nata per caso, sei o sette anni fa. Uno scherzo di Natale a un collega che in quel periodo non aveva più tanta voglia di sorridere. Se dovessi descrivere questo collega direi che è un gentiluomo di altri tempi, che è rigoroso nel senso più alto del termine e che ha un’ironia che spazia dalla battuta più sottile al gioco di parole più scemo. Le battute, spesso, le termina con un hihihi alzando le spalle e fregandosi le mani. Il rigore non gli permette di credere agli oroscopi, ma l’ironia gli permette di giocarci su.

E’ nato così, da un’edizione annuale di Astra (comprato in edicola, con copertina rossa e ruota zodiacale dorata leggermente in rilievo che scivolava sotto le dita) il rito dell’oroscopo collettivo. Che come ogni rito ha la sua liturgia.

Il giorno giusto. Possibilmente prima del 10 gennaio, se no, poi vien tardi. Se no poi, è quasi inutile, almeno per quanto riguarda gennaio. Non però il giorno dell’inventario di bottega, che siam tutti impegnati a contare.

L’invito. Via mail inizialmente ora via whatsapp (tranne il collega che si ostina a non avere uno smartphone che poi lo sapete che vi controllano?). Se si riceve l’invito per la prima volta, viene richiesto il segno zodiacale. Chi è dentro la cerchia magica non ne esce. Si comincia a vociferare della serata oroscopo già a metà dicembre. Si parla della serata oroscopo anche durante l’anno, si ammicca, si sussurra, mica cosa da tutti

Il must. Non può mancare il panettone cioccolato e pesca di Libero Mondo (consigli per gli acquisti equi e solidali dato il periodo!).

La cena per scaldare gli animi. Due primi, un risotto per venire incontro a intolleranti, celiaci e allergici e una pasta. Uno dei due sughi, di solito, è di pesce. 

Un altro must. Bicchieri di vetro per il vino. Vino bianco e rosso. E poi spumante. Bando alla plastica, che il vino buono si beve nel vetro.vino

I partecipanti. Ormai stabilmente intorno alla quindicina, mai sotto i dieci. Di solito, lo diciamo per le statistiche, abbondano le vergini e le bilance. Scarseggiano i gemelli, assenti gli scorpioni.

I guru. Astra negli anni è stata sostituita da Pesatori e Brezsny. Fox è stato una meteora. Capitani non è piaciuto a nessuno. Branko non pervenuto. Meglio gli oroscopi che sono sintetizzati da un voto e sono divisi per capitoli tematici (amore, lavoro, salute. Dei soldi abbiamo capito che a noi poco importa). Ricercate anche le affinità di coppia. 

La lettura solenne. Solo una persona è titolata a declamare l’oroscopo. Di solito lo cambia. Di solito modula la voce a seconda di ciò che legge. Di solito si ferma dubbioso, scuotendo la testa, al primo trigono, alla prima casa madre, alla prima quadratura o alla prima fuga di Giove in Gemelli. Per alcuni concetti, il rigore di cui sopra è un ostacolo. Scrosciano applausi o pacche sulle spalle. Di solito, lo diciamo per le statistiche, gli oroscopi peggiori sono quelli della vergine.

Le magie. Ne abbiamo fatte, durante gli anni. Ci siamo scambiati gli oroscopi, abbiamo usato gli oroscopi dell’anno precedente, abbiamo assegnato oroscopi a caso. Ci siamo perfino inventati gli oroscopi. Che ognuno andasse a casa contento. Che dimenticasse la previsioni ma non le risate. Che ci si desse appuntamento già per l’anno dopo.

Il 2017.

 

 

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