
Il verbo tornare prevede, piu’ che un movimento, uno stare.
Mi tolgo le scarpe e affondo i piedi nella sabbia. Appoggio il bicchiere da asporto con il chai bollente e poco zuccherato e guardo il mare. Gli scogli rompono l’orizzonte, il sole e’ ancora alto pur essendo pomeriggio inoltrato. In fondo, il promontorio che sa di casa.
Questa mattina ero in un posto e ora sono qui, in un altro. Questo “altro”, quello a cui sono tornata oggi, originariamente era il mio punto di partenza. Come si fa quando si hanno due luoghi? Come si fa quando si vive nella terra di mezzo? Quando non sai se devi considerarti partita o arrivata?
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